LEJ FERIEHUS I CORI

 

Hvem er San Filippo Neri ?

Skytshelgen: For Humorister, imod jordskælv, imod ufrugtbarhed hos kvinder, imod ledsmerter...

Festdag: 26. maj

Født 1515 i Firenze, Død 1595 i Rom

Fremstilling på billeder: Som oratorianer i sort soutane (den alm. katolske præstekjole) med berretta (sort firkantet hue med kvast båret af katolske gejstlige) med rosenkrans, stav, flammende hjerte, lilje, sammen med engel, som holder en bog.

Liv og virke: San Fillippo Neri er en af de mest betydelige skikkelser inden for den katolske reform og inden for musikverdenen. Han grundlagde oratorianer-ordenen, som har lagt navn til musikformen oratorium.

Fillippo Neri blev født i Firenze og opdraget af dominikanermunkene i San Marco-klostret. I 1535 drog han til Rom, hvor han arbejdede som huslærer i 16 år. Ved siden af var han optaget af at pleje syge og studere teologi og førte i det hele taget et liv i yderste askese.

I 1548 grundlagde han sammen med sin skriftefader et treenighedsbroderskab med det formål at tage sig af syge og fattige pilgrimme i Rom. Tre år senere blev han præsteviet og sluttede sig til præstesamfundet ved kirken San Girolamo della Caritá.

I 1552 grundlagde han en ny munkeorden, oratorianerne. Hans interesse var først og fremmest rettet mod en religiøs fornyelse af Rom, som han forsøgte at gennemføre gennem nye former for sjælesorg. For eksempel holdt han specielle gudstjenester for børn og komponerede religiøse sange på folkesproget (ikke latin), som han sang sammen med børnene.

I hans omgangskreds var andre helgener, som f.eks. Karl Borromäus, Frantz von Sales og Ignazio di Loyola, grundlæggeren af jesuiterordenen.

I kraft af sit kærlige og glade sind blev San Fillippo utroligt populær hos folket og lød allerede medens han levede tilnavnet ”il Santo” (Den Hellige).

Flere gange afslog han kardinalværdigheden, da han ønskede at leve blandt det almindelige folk.

San Fillippo Neri døde den 26. maj 1595 og blev begravet i S. Maria in Vallicella-kirken i Rom. Han blev helgenkåret i 1622.

Filippo Romolo Neri, santo, nato a Firenze il 21 luglio del 1515 e morto in Roma il 26 maggio del 1595, venne dichiarato beato nel 1610 e santo nel 1622. Il suo corpo è venerato nella cappella eretta nel 1602, a lui intitolata, nella chiesa di S. Maria in Vallicella. Il 12 marzo del 1922 i suoi resti furono collocati nell’attuale cassa e portati in processione per le vie di Roma. Sue reliquie sono in moltissime chiese, sia in Italia che nel mondo. I precordi sono a S. Pietro in Vaticano. L’artistica macchina-reliquiario che li custodiva venne fusa nel luglio del 1796 per il Trattato di Tolentino.
M.R.: 26 maggio - A Roma san Filippo Neri, Prete e Confessore, Fondatore della Congregazione dell’Oratorio, insigne per la verginità, per il dono della profezia e pei miracoli

 

 Filippo Romolo Neri, santo, nato a Firenze il 21 luglio del 1515 e morto in Roma il 26 maggio del 1595, venne dichiarato beato nel 1610 e santo nel 1622. Il suo corpo è venerato nella cappella eretta nel 1602, a lui intitolata, nella chiesa di S. Maria in Vallicella. Il 12 marzo del 1922 i suoi resti furono collocati nell’attuale cassa e portati in processione per le vie di Roma. Sue reliquie sono in moltissime chiese, sia in Italia che nel mondo. I precordi sono a S. Pietro in Vaticano. L’artistica macchina-reliquiario che li custodiva venne fusa nel luglio del 1796 per il Trattato di Tolentino.

M.R.: 26 maggio - A Roma san Filippo Neri, Prete e Confessore, Fondatore della Congregazione dell’Oratorio, insigne per la verginità, per il dono della profezia e pei miracoli

[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]

Nel sito troverete i riferimenti tratti dall'opera di Giovanni Sicari «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» edita nel 1998 nella collana Monografie Romane a cura dell'Alma Roma, la cui pubblicazione è stata autorizzata dall'autore.
Proponiamo qui la premessa all'opera dello stesso autore:

Premessa

Il culto delle reliquie, derivante dalle onoranze per i defunti, è oggi raccomandato ma non imposto dalla Chiesa. Il Concilio di Trento nella sua venticinquesima sessione lo emendò dagli eccessi e il Concilio Vaticano II così si espresse: "La Chiesa, secondo la sua tradizione, venera i Santi, le loro reliquie autentiche e le loro immagini". Le reliquie sono i resti mortali dei santi canonizzati o dei beati venerati o anche gli oggetti a loro collegati come: strumenti di martirio, vesti, utensili che sono tanto più preziosi quanto più stati a contatto con il vivente. Tra le reliquie corporali si distinguono le Insigni così definite dal Codex Juris Canonici: il corpo, la testa, un braccio, un avambraccio, la lingua, una mano, una gamba o la parte del corpo che fu martirizzata, purché sia intera e non piccola.
Nei primi secoli la Chiesa romana fu contraria alla traslazione e alla manomissione dei corpi dei santi che venerava in basiliche costruite sulle loro tombe. Alle continue richieste di chi desiderava possedere dei resti sacri, rispondeva donando reliquie ex contactu, cioè pezzi di stoffa messi a contatto con le tombe venerate o con oli che ardevano nei santuari. Le basiliche cimiteriali, divenute insicure per le incursioni barbariche, depredate d'alcuni corpi santi da Astolfo re dei Longobardi per la città di Pavia, vennero abbandonate e le salme traslate nelle chiese della capitale. Nel collocare i resti dei santi nelle nuove tombe, a volte, si separava la testa o altre parti dal corpo per venerarli in diversi luoghi, tra questi il più famoso fu, dai tempi di S. Leone III (795-817), la cappella di S. Lorenzo nel patriarchio del Laterano. Dopo centinaia d'anni d'oblio solo nel XVI secolo, grazie anche all'interesse suscitato da S. Filippo Neri, negli antichi cimiteri cristiani vennero riprese le ricerche di reliquie. Si riesumarono "corpi santi", "martiri inventi" che venivano trasferiti nelle chiese della città. Il ritrovamento nei loculi di semplici balsamari o d'epitaffi recanti simboli di fede erano sufficienti, per la metodica dell'epoca, come prova dell'avvenuto martirio. Grazie a Pio XI che istituì, nel 1925, il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana oggi si ha il massimo rigore scientifico e storico nel riconoscere i martiri dai semplici cristiani sepolti negli antichi cimiteri.
Le reliquie custodite nelle chiese di Roma costituiscono un'altra incommensurabile ricchezza della nostra città che, nonostante le varie vicissitudini storiche, ha saputo salvaguardare. Il presente scritto non vuole solamente riscoprire e catalogare questa eredità, ma ambirebbe raggiungere lo scopo di liberarla da quella sorta di "velatura" della sua memoria, formatasi in epoca recente, che tende a negarla per mancanza di documentazione comprovante l'effettiva presenza di reliquie in quel particolare luogo sacro.
 

Per questa ricerca mi sono principalmente avvalso di tre opere:
 

  • 1 - Xavier Barbier de Montault, l'année liturgique a Rome, edita da Spithover nel 1870, che redige l'Inventaire des pricipales reliques de chaque église, capitolo fondamentale, citato per brevità "Inventario 1870".
  • 2 - Il Diario Romano per l'anno del Signore 1926, Tipografia Poliglotta Vaticana, opera nella quale vengono segnalate tutte le cerimonie dei Santi e l'esposizione delle loro reliquie a Roma.
  • 3 - Placido Lugano, le Sacre Stazioni Romane, Libreria Editrice Vaticana 1960, seconda edizione postuma di dodici anni. In quest'ultimo scritto, menzionato "P. Lugano 1960", vi è l'elenco delle reliquie insigni possedute dalle basiliche.

Ho creduto opportuno riportare anche quei Santi, citati dal Martirologio Romano alla voce Roma, dei quali si riteneva possedere delle reliquie insigni. A tale scopo mi sono avvalso di due opere scevre da tutte le leggende che precedevano la loro pubblicazione: Carlo Bartolomeo Piazza, Emerologio di Roma, Bernabò 1713 e G.M. Mazzolari, Diario Sacro, con la revisione di G. Marini Fuertez, 1819-20. Ogni voce, oltre quanto è singolarmente riportato dalle note, è stata integrata dalle schede della Bibliotheca Sanctorum. Opera compilata, per quanto concerne la maggior parte dei Santi citati in questo lavoro, da Agostino Amore. In corsivo si è riportato, per supplire alle biografie, il testo del Martirologio Romano edito dalla Libreria Vaticana nel 1964.
Desidero, in chiusura di questa breve premessa, ringraziare sentitamente monsignor Sandro Corradini Promotore Generale della Fede Congregazione delle Cause dei Santi e i Parroci, i Religiosi, le Religiose per avermi favorito nelle ricerche.

Giovanni Sicari
 

Ringraziamo Giovanni Sicari per l'autorizzazione alla pubblicazione delle varie parti del suo lavoro nel nostro sito, che viene così arricchito da un contributo qualificato.

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