LEJ FERIEHUS I CORI

 

Marino

Marino, sorge ai margini del lago di Albano, e poggia su uno zoccolo di peperino (pietra locale di origine vulcanica). È attraversata dalla strada che collega Frascati ad Albano, e circon- data da un fitto bosco di castagni e distese di vigneti.
Marino è circondata d aboschi e famosa in tutto il mondo per l'ottimo vino e la suggestiva Sagra dell'Uva. Il nucleo abitativo nasce come città Latina, antica "Ferrentum"che intorno al II secolo d.C. prenderà il nome di "Castromoenium".Nel periodo mediovale la città la subisce il dominio della famiglia "Conti di Tuscolo"; successivamente passa ai Colonna i quali ne rimasero padroni indiscussi: a loro va il merito di aver trasformato la città di Marino in uno dei luoghi più rappresentativi e suggestivi dell'intero territorio.
Marino sorge su di un costone tufaceo che discende dal giro esterno del cratere Albano sino alla campagna romana. L'abitato ha una fisionomia mediovale, mentre le grosse opere di architetura, palazzi e chiese rappresentano in tutto il loro fasto il periodo che va dal Rinascimento al Barocco. Al Km 21.00 della Via appia si trovano ancora alcuni archi del Circo (i sec. d.C.); la città arcaica sorgeva più a monte ed anche qui vi sono resti di età romana. uno dei monumenti più interessanti originali è il "mitreo", grotta di culto con un importantissimo affresco del II sec. d.C. rappresentante il sacrificio di un toro. Il territorio presenta quasi ovunque resti della rete viaria e di ville romane.
Il monumento mediovale più importante e l'ex Chiesa di s. Lucia. Interessante il palazzo Colonna (1530) realizzato su disegno di
Antonio da Sangallo il giovane; da uan terrazza adiacente si possono osservare la valletta dell'acqua ferentina e le cave del pregiatissimo peperino.
La Basilica Collegiata di S.Barnaba apostolo, opera dell'arch. Antonio del Grande, eretta dal 1640 a 1642, ha la facciata in uno stile sobrio e classicheggiante, molto interessante l'interno.
Importanti le emergenze di carattere ambiantale fra le quali spicca il"bosco ferentino".
Nella'rea Boville, ha inizio il Parco Regionale dell'Appia Antica che arriva fino al cuore di Roma.
     Fontana di San Barnaba     Villa Gabrielli

                                                                  
                                               Centro storico                                                    
II territorio di Marino fu abitato fin dalla preistoria da popolazioni latine, stanziatesi circa tremila anni fa intorno ai laghi e sulle alture dei Monti Albani. Di alcuni centri abitati, che facevano parte della Lega Latina, sono stati tramandati i nomi dagli antichi storici: Bovillae (Frattocchie), Mugilla (S. Ma- ria delle Mole), e Ferentum (Marino); nei boschi del quale, presso la sorgente della ninfa Ferentina, si svolgevano le Feriae Lati- nae, l'assemblea generale annuale delle 47 città confederate, aventi per capitale Alba- longa. Al primo periodo delle lotte civili risa- lirebbe la fondazione dell'attuale centro abitato di Marino, che compare fra le città fortificate da Silla con il nome di Castrimoenium. Dall'ultimo periodo della repubblica in poi il territorio di Marino fu costellato di grandi ville patrizie, fra le quali vanno men- zionate almeno quella dei Valeri Messala e di Voconio Pollione; mentre Bovillae conobbe una rinascita urbana a partire dall'età augustea. A seguito della distruzione di questa città, avvenuta nell'anno 846 d. C., gli abitanti della pianura, troppo esposti alle scorrerie dei saraceni, si rifugiarono sulle al- ture interne, nell'antico castello che andò così ripopolandosi intorno al Mille, risorgendo con il nome di Marino. Dominio dei Conti di Tuscolo fin dal 1090, Marino divenne in seguito feudo dei Frangipane. Nel 1230 la castellana fu Giaco- ma dei Normanni, nota pure come Jacopa de' Settesoli, vedova di Graziano Frangipane e devota amica di san Francesco. Dal 1266 il castello passò agli Orsini. Nel 1272 san Bonaventura, vescovo di Albano, duran- te una visita alla chiesa di S. Lucia, vi avrebbe fondato la prima confraternita d'Italia. Nel 1347, durante la permanenza del papato ad Avignone, il tribuno di Roma, Cola di Rienzo, assediò invano Marino per piegare la resistenza baronale nel Lazio capeggiata dagli Orsini, ma riuscì soltanto a espugnare la fortezza di Castelluccia. Un episodio bellico di rilevanza nazionale avvenne nel 1379 nei pressi di Marino: il capitano di ventura Alberico da Barbiano, sostenitore del papa Urbano VI, affrontò e vinse le truppe francesi dell'antipapa Clemente VII. Giordano Orsini ripudiò il figlio Giacomo, che aveva parteggiato per il papa, quindi lasciò in te- stamento il castello di Marino al nipote Onorato Caetani di Fondi. Nel 1419 i Colonna acquistarono Marino da Cristoforo Caetani per 12.000 fiorini d'oro e vi rimasero come proprietari fino al 1914, dopo aver restituito il feudo alla Chiesa nel 1816. Il 20 gennaio 1489 Agnesina di Montefeltro, figlia di Federico II duca di Urbino, si sposò a Marino con Fabrizio Colonna. Da loro nacque nel 1490 Vittoria, la celebre poetessa amica di Michelangelo. Nel 1494 a Marino fu tenuto in ostaggio Cesare Borgia. L'anno seguente vi sostò il re di Francia Carlo Vili, durante la sua spedizione contro Napoli. Nel 1526 vi trovò ospitalità il duca di Ferrara Alfonso II d'Este inseguito dalle truppe del papa Giulio II. Nel 1526 Clemente Vili inviò truppe papali e velletrane per saccheggiare Marino che parteggiava per l'impero. Papa Pio V diede l'incarico diplomatico a Marcantonio Colonna, signore di Marino, di promuovere una lega santa contro i turchi; quindi gli affidò il comando del- la flotta pontificia. La domenica 7 ottobre 1571 a Lepanto fu conseguita la vittoria tanto sperata. Al suo ritorno gli fu tributato un trionfo degno di un antico condottiero romano. Nei rivolgimenti politici seguiti all'occupazione francese (1798) Marino parteggiò per la causa rivoluzionaria. Anche in seguito i marinesi si contraddistinsero per le simpatie risorgimentali e massoniche. Papa Gregorio XVI conferì a Marino nel 1835 il titolo di città. Grande è stato il tributo di vite umane dato alla patria nella prima guerra mondiale. Ancora più alte le perdite, soprattutto fra i civili, nel corso dell'ultimo conflitto, che ha provocato anche la distruzione di molte opere d'arte. Con la ricostruzione tutta la società si è impegnata per realizzare una città moderna e attiva nei vari settori produttivi; primo fra tutti quello della vitivinicoltura, di cui la cantina sociale Gotto d'oro è la più consolidata espressione con i suoi oltre 50 anni di operosità.
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